SANITA’, I MEDICI CUBANI

Un Molise sanitario sempre più internazionale per la carenza di medici. Dopo quelli venezuelani che arrivarono in regione durante l’emergenza Covid per far fronte alla carenza di organici negli ospedali regionali, ora sono previsti nuovi “rinforzi” di camici bianchi questa volta provenienti da Cuba . E’ quanto annunciato dal presidente della Regione, Francesco Roberti, nel tentativo di porre rimedio a una situazione che si avvicina al paradossale. E, ricordiamo, come nel 2019, l’allora Commissario ad Acta per la sanità, Angelo Giustini, ipotizzò anche il ricorso a medici militari in pensione al fine «di superare quello che definì l’agonico stallo nella governance del Servizio sanitario regionale e del diritto all’equità e universalità di accesso dei cittadini».

Concorsi andati deserti, pochi i professionisti che intendono venire in Molise e, così, per fronteggiare la nuova emergenza di carenza di medici, il presidente della Giunta regionale ha firmato un accordo con l’ambasciata di Cuba per assicurare l’arrivo di medici da L’Avana. Il Molise, alle prese dal 2007 con il Piano di rientro dal disavanzo sanitario e dal 2009 in regime commissariale, continua a essere poco attrattivo anche per i giovani medici. Un’emergenza che si riverbera sulla funzionalità dei reparti ospedalieri e, di conseguenza, nel poter garantire i livelli essenziali di assistenza. Concorsi deserti, ricorsi a medici in pensione e a professionisti stranieri, accordi con Aziende sanitarie e strutture di fuori regione, cristallizzano la situazione in cui, da anni, è costretta la sanità pubblica regionale. Così, dopo diciotto anni in Piano di rientro e sedici in gestione commissariale, non si è ancora riusciti a traghettare il Sistema sanitario regionale fuori dalle secche. E dopo il venezuelano si arriva al cubano