ASSINDUSTRIA PREOCCUPATA PER IL CARO ENERGIA

«In Molise la situazione per le aziende sta diventando sempre più grave, difficile. Gli aumenti sui costi di energia che abbiamo sono 5 volte il prezzo dello scorso anno e 8 volte di più rispetto al 2019.» Così il presidente dell’Associazione industriali del Molise Vincenzo Longobardi all’Ansa Molise a proposito del peggioramento della crisi del comparto produttivo regionale.
Prima la pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio le imprese, oggi il “caro energia” ha inasprito ulteriormente disagi e difficoltà, afferma.
«Per l’elettricità, gli incrementi sono di due volte e mezzo i prezzi dell’anno scorso. Con questi costi già diverse aziende del Molise stanno chiedendo la cig – ha proseguito Longobardi -.Qui, in regione, il fenomeno lo stiamo vedendo con un po’ di ritardo. In altre aree d’Italia sono già ferme. Questo aumento dei prezzi genererà il tracollo della domanda di prodotti perchè la gente non avrà soldi per poterli acquistare. Le aziende precicliche stanno già avendo questi effetti.»
Le fonti di energia alternativa rappresentano in questo periodo un’ancora di salvezza ma non sono sufficienti a sopperire al fabbisogno energetico complessivo. «Energie alternative – aggiunge il Presidente di Confindustria Molise -. Il fotovoltaico arriva a coprire il 15 per cento dei fabbisogno.
Rispetto a questa situazione, l’unica speranza è rappresentata dall’aumento dei crediti d’imposta.»
Le imprese con meno dipendenti del territorio soffrono oggi più che mai di una carenza di liquidità. Su questo, Longobardi conferma: “C’è un problema finanziario da considerare. Le più piccole stanno andando in difficoltà, ci vogliono linee di credito agevolate. In tutto questo non ci dimentichiamo che i tassi di interesse stanno salendo.»
La “ricetta” per supportare il settore produttivo molisano in questo momento sono le linee finanziarie agevolate. «E’ necessario un aiuto da parte della Regione per il finanziamento di progetti di energia alternativa individuali o di comunità energetiche», conclude Longobardi.