RIFIUTI OSPEDALIERI, UN INCENERITORE DA 50 MILIONI DI EURO

Un inceneritore da 50 milioni di euro a soli 500 metri dall’ospedale Cardarelli di Campobasso, con una capacità di smaltimento più che doppia rispetto al fabbisogno sanitario del Molise. Un progetto che solleva interrogativi pesantissimi: presunte anomalie amministrative, rischi ambientali e il sospetto che il capoluogo possa trasformarsi in un polo di smaltimento per i rifiuti speciali provenienti da altre regioni.

A denunciare quella che appare una situazione a dir poco paradossale è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, che questa mattina, giovedì 5 novembre, ha illustrato a Palazzo D’Aimmo un’interpellanza e una mozione sul project financing per la costruzione e gestione dell’impianto di termodistruzione dei rifiuti sanitari.

I numeri, prima ancora delle contestazioni, fanno discutere. Il Molise produce circa 1.400-1.500 tonnellate di rifiuti sanitari all’anno, delle quali 900 riconducibili alle strutture Asrem. Il nuovo inceneritore potrebbe trattarne addirittura 3.000. Una capacità sproporzionata rispetto alle necessità regionali e ciò alimenta il timore di un arrivo massiccio di materiale da fuori dei confine regionali.

«Perché permettere la costruzione di un forno che avrà una capacità di 3.000 tonnellate? Come andremo a colmare quelle altre 1.500 tonnellate, ospitando rifiuti da fuori regione?», domanda Primiani.

Ma il paradosso è anche economico. L’operazione, avviata nel 2018 e arrivata all’aggiudicazione nel 2026, prevede una concessione ventennale dal valore complessivo di circa 50 milioni di euro. E il risparmio per la sanità molisana, almeno secondo i dati illustrati dal consigliere, non ci sarebbe.