ANNULLATA LA CARRESE TENSIONI A SAN MARTINO

In questi giorni sono stati diversi i protagonisti della vicenda legata alle Carresi molisane, dai sindaci dei comuni agli animalisti, dal neo eletto presidente della regione ai vertici istituzionali della Prefettura. Un po’ tutti, in effetti, si sono sentiti in diritto di esprimere commenti d’ogni genere sulla vicenda che vede al centro il piccolo borgo di S. Martino in Pensilis, uno dei comuni molisani interessati da queste antiche tradizioni. Non si ricorda, forse, un’annata così particolare e, di certo, sarà difficile cancellarla dalla memoria per gli abitanti di S. Martino che hanno vissuto ore di grande tensione.

All’ordinanza emessa dalla Prefettura qualche giorno fa – che imponeva il divieto allo svolgimento della manifestazione per ragioni di sicurezza – è seguito il “via libera” della Commissione di Vigilanza nel pomeriggio di ieri, a poche ore dall’avvio della corsa, con sei voti favorevoli e due contrari. Ma qualcosa è andato storto e, quando tutto era pronto per la partenza, le forze dell’ordine hanno impedito il regolare svolgimento della gara, su nuovo ordine della Prefettura. Ovviamente la notizia non è stata accolta in modo favorevole dagli abitanti del paese che, nel giro di poco, hanno montato una vera e propria protesta, fomentata da un chiacchiericcio fin troppo vistoso che ha serpeggiato in tutta la regione in questa settimana. Legittimamente infastiditi da questo viavai di disposizioni e ritrattazioni, gli abitanti di S. Martino hanno alzato i toni, rivendicando le proprie posizioni a difesa di una manifestazione sì discussa e discutibile, ma pur sempre legata alle radici robuste di una comunità coesa e fortemente caratterizzata.

Ma ad alimentare le polemiche è stato lo stesso primo cittadino del paese, Caravatta che ha sottolineato la mancata notifica del provvedimento a bloccare la manifestazione, rimarcando di non conoscere le motivazioni a sostegno della scelta. Intanto ad essere soddisfatti sono gli animalisti che, più che alla tradizione e a qualche debole traccia di cultura, nelle Carresi intravedono solo ed esclusivamente uno sfruttamento degli animali e non, dunque, un atto di fede – come sottolineato dagli abitanti – che, a detta degli animalisti, potrebbe essere onorata con metodi più civili e più consoni al nuovo millennio. La delusione resta e della Carrese di S. Martino in Pensili, questo è certo, sentiremo ancora parlare nei giorni a venire, nell’attesa che, prima o poi, la regolamentazione di tali spettacoli venga resa più leggibile, assottigliando quel margine interpretativo che, sicuramente, non giova a nessuno.