A POCHE ORE DALLA CHIUSURA DELLE LISTE, MOLTI MOVIMENTI HANNO INVERTITO LA ROTTA ALL’INDOMANI DELLA SCELTA RICADUTA SU CARLO VENEZIALE

La scelta di Carlo Veneziale come candidato presidente del centrosinistra non ha convinto la maggior parte dei sostenitori del contenitore Molise 2.0.

Tante le voci sollevate da parte di chi era al fianco di Ruta fino a poche ore fa e che ora si ritrova orfano di un leader che possa rappresentare quel concetto di discontinuità tanto ostentato in quest’ultimo periodo.

Fra questi, Democratica e Italia dei Valori che leggono nella figura di Veneziale, proprio per via del suo ruolo di assessore regionale, la mancanza di un requisito imprescindibile, capace di rinvigorire la fiducia nell’elettorato. Insomma Carlo Veneziale non incarna – per Adele Fraracci e Angelo Di Stefano – l’uomo giusto al rilancio del centrosinistra che tanto ha perso, in termini di gradimento, in questi 5 anni di governo regionale targato PD.

Una “colpa”, per così dire, che i due esponenti politici molisani non imputano a Roberto Ruta al quale, anzi, riconoscono l’impegno e lo sforzo profusi in nome dell’unità. Ma ciò non è bastato, evidentemente, a convincerli a partecipare alla competizione elettorale.

In particolare Angelo Di Stefano, segretario regionale dell’Italia dei Valori, ha dichiarato: “Nell’assemblea con i 1300, ho ritirato la mia candidatura ma ho promesso che sarei stato il garante della discontinuità; poiché tale condizione è venuta meno con la candidatura di un assessore regionale, ci chiamiamo. Una posizione, del resto, coincidente con quella del responsabile nazionale, Ivan Perriera, esternatanel corso della puntata di Verità, in onda solo qualche giorno fa:

…Perriera a Verità dice no a Facciolla, Frattura e Fanelli

Di altro parere Pino Libertucci, consigliere comunale al comune di Campobasso: “La sintesi ottenuta con la candidatura di Veneziale – ha detto – è merito di quelli che credono nella proposta unitaria del centrosinistra. Ora ci aspetta un entusiasmante impegno per convincere i molisani ad avere fiducia nel PD”.

Sul versante opposto, il Movimento Nazionale per la Sovranità parla di rinnovamento a patto che parta dalle persone. “Abbiamo presentato una lista composta da tutti i rappresentanti della società civile – hanno dichiarato – dal piccolo imprenditore all’impiegato, passando anche per chi ha sofferto e non poco per la mancanza di un lavoro. Nelle prossime settimane gireremo il Molise per far conoscere il nostro programma.

Vogliamo riportare la regione ad una condizione dignitosa e per farlo bisogna prima di tutto restituire dignità ai cittadini. In ultimo, poi, un affondo al Movimento 5 stelle: “I grillini – ha aggiunto il direttivo – per il loro moralismo giustizialista, il rifiuto di ogni valore meritocratico e gerarchico, l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, sono l’estrema conseguenza di tutte le derive negative della sinistra.

La coalizione di centrodestra – hanno concluso – ha saputo raccogliere il bisogno di un nuovo radicamento identitario e la speranza sovranista di essere “padroni a casa nostra”.