FITTO SEDE CONSIGLIO REGIONALE IN CONTRASTO CON IL PROGETTO SULL’EX ROXY
Continua la stranezza del caso del fitto della sede del Consiglio regionale in contrada Macchie. La struttura del consiglio – infatti – prosegue dritta sulla strada del fitto, con l’approvazione da parte del segretario Claudio Iocca di una nuova determina con la quale lo stesso dirigente approva lo schema di contratto di locazione dell’immobile sito in Campobasso, Contrada Macchie a Campobasso; di dare atto che il contratto sarà stipulato dallo stesso Segretario generale, e di autorizzare altresì i sottoscrittori ad eventuali modifiche e integrazioni allo schema di contratto, purché di carattere non sostanziale. Nel frattempo, però, all’immobile mancherebbero ancora alcuni passaggi urbanistici da parte del comune di Campobasso che, pure, sarebbero dovuti essere presente già all’atto della risposta al bando di gara. E tutti questi passaggi non hanno mai trovato presenza in sede di ufficio di presidenza né tantomeno in consiglio regionale. In questa ultima aula il prossimo 10 novembre approderà la mozione del partito democratico con la quale si chiede lumi su quanto accaduto. E tutto questo stride anche con il provvedimento adottato in Regione con il quale si nomina l’architetto Manuele Brasiello, attuale dirigente regionale dell’Arsap e, in passato, anche dirigente della Protezione Civile e del Post terremoto, come responsabile unico del procedimento per la realizzazione della nuova sede della Regione, da realizzarsi abbattendo l’ex Hotel Roxy. Un progetto ambizioso che stanzia trentacinque milioni ed ha già una data di fine lavori prevista per il 2031, quindi cinque anni. E, allora, perchè continuare ad insistere sula fitto di una sede per il consiglio regionale? E’ l’interrogativo che continua a pesare e non poco sia sul piano politico ma, soprattutto, su quello economico e di programmazione
