TERMOLI, TIMORI PER LO STABILIMENTO KUEHNE E NAGEL
«Non è la prima volta che siamo qui davanti ai cancelli. Sono dieci anni che lavoriamo per questa azienda. Il silenzio degli amministratori, in questo momento, è una cosa assurda. Chiediamo risposte e garanzie per il futuro».
È la voce dei lavoratori dello stabilimento logistico Stellantis K+N, da due giorni in sciopero a oltranza e in presidio davanti ai cancelli dell’impianto, la cui chiusura è stata annunciata dai vertici della multinazionale per marzo 2027. Una decisione che rischia di lasciare senza lavoro oltre 50 operai, dopo un decennio di attività.
I dipendenti contestano le proposte ricevute dall’azienda, giudicate inaccettabili, e chiedono soluzioni che consentano di salvaguardare l’occupazione. «L’azienda ci ha contattato e ci ha fatto delle proposte indecenti che non possiamo accettare, soprattutto da una multinazionale di questo tipo», dichiarano.
La mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete. «Continueremo lo sciopero a oltranza fino a quando non avremo notizie concrete dall’azienda, dal ministero o da Stellantis, che è il committente. Noi chiediamo il lavoro, le uscite volontarie rappresentano l’ultimo salvagente. Vogliamo continuare quello che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni».
