STELLANTIS, PREOCCUPAZIONI SUL FUTURO

Resta alta l’attenzione sullo “smantellamento progressivo” dello stabilimento Stellantis di Termoli, dove la produzione del motore Fire è cessata a giugno e la prospettiva di nuove linee produttive appare insufficiente. Il riferimento è all’avvio, previsto per il 2026, del cambio per veicoli ibridi, in grado di occupare non più di 250–300 lavoratori così come comunicato dall’azienda automobilistica. Mentre è bloccato, anche se non svanito, l’intervento progettuale della Gigafactory che avrebbe dovuto rappresentare il punto di svolta della crisi dell’auto. E proprio su questa, infatti, che si sarebbe basata la possibilità di rilancio produttivo del sito termolese. Anche perchè, ad oggi, sono oltre 1.823 i posti di lavoro a rischio, con esclusione di quelli che saranno impiegati nella produzione del cambio, con effetti devastanti sull’indotto e sull’intero tessuto economico del Molise. E, la situazione di Termoli è la più grave in assoluto tra tutti i siti Stellantis in Italia anche perchè un po’ tutte le altre regioni hanno ricevuto rassicurazioni e impegni, tranne il Molise. E c’è anche l’aspetto sociale rappresentato dalla perdita di posti di lavoro così come nell’indotto che, pure, ha garantito attività e investimenti e che, proprio per il venire meno della ex Fiat subirebbe un duro colpo. Da qui le preoccupazioni dei sindacati anche alla luce delle scelte dell’Europa in tema di automotive.