MAXI FRODE IVA, UN UOMO DI CAMPOMARINO AI DOMICILIARI
C’è anche un residente a Campomarino tra le persone colpite dall’ordinanza restrittiva nell’ambito di una vasta inchiesta su una presunta evasione fiscale a livello internazionale. Si tratta di un cinquantacinquenne, nato in Campania ma da tempo domiciliato nel centro costiero molisano, per il quale sono scattati gli arresti domiciliari.
Comparso davanti al gip del Tribunale di Torino per l’interrogatorio di garanzia, l’indagato ha preferito trincerarsi dietro la facoltà di non rispondere, lasciando per ora coperte le proprie carte difensive. Dalla magistratura trapela ancora stretto riserbo sul peso specifico e sulle mansioni esatte che l’uomo avrebbe ricoperto all’interno della presunta rete illecita.
Il blitz è il frutto di un lavoro congiunto tra i militari della Guardia di Finanza di Torino e di Ancona, coordinati dalla Procura Europea. Il provvedimento che tocca il Molise fa parte di un pacchetto di diciotto misure cautelari — otto persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari e sette sono state raggiunte da obblighi di firma o interdizioni professionali — a fronte di ben 56 indagati complessivi e 42 società coinvolte tra Italia ed estero.
Il baricentro dell’organizzazione si trovava nelle Marche, da dove partivano le fila di un colossale meccanismo a “carosello”. Tra il 2018 e il 2022, attraverso compravendite fittizie concentrate soprattutto nel commercio di plastiche e calzature, sono state fatte girare fatture per operazioni inesistenti vicine ai 100 milioni di euro. Un gioco di società schermo intermedie pensato per permettere agli acquirenti di scaricare indebitamente l’Iva senza che nessuno la versasse mai all’Erario, provocando un ammanco stimato in 25 milioni di euro ai danni dello Stato e dell’Unione europea.
