FINMOLISE, TOMA NOMINA TIBERIO COMPONENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Nomine politiche che appaiono discutibili e strumentali richiamano spesso alla mente la leggendaria storia di Caligola e del suo cavallo, Incitatus, nominato senatore dell’antica Roma. Negli ultimi giorni l’aneddoto sull’imperatore romano è stato rispolverato per analizzare la recente nomina a componente del consiglio di amministrazione di Finmolise di Maurizio Tiberio da parte del presidente della Giunta regionale, Donato Toma. Una nomina fatta a favore di chi è stato sempre vicino proprio al presidente che, a seguito delle dimissioni del presidente di Finmolise, Leo antonacci, pronto a candidarsi alle elezioni regionali, ha nominato il nuovo presidente nella persona di Giovanna Di Bello, attualmente consigliere della finanziaria regionale e, al suo posto, proprio Maurizio Tiberio suo consulente economico, il più fedele dall’atto dell’insediamento e strenuo sostenitore, anche, della possibile ricandidatura a presidente dello stesso Toma. Tra l’altro, ricordiamo, proprio Maurizio Tiberio nominato assessore in Giunta regionale, dopo le dimissioni di tutti i componenti l’esecutivo, il 20 aprile del 2020, carica mantenuta per una decina di giorni tanto per consentire l’approvazione del bilancio di previsione in Consiglio regionale e approvare la norma che cancellava, fin da subito, la norma dei consiglieri supplenti defenestrando, così i cosiddetti consiglieri supplenti: Massimiliano scarabeo, antonio Tedeschi, Paolo Matteo e Nico Romagnuolo. Norma poi cancellata dalla corte di cassazione perchè non poteva essere applicata fin da questa legislatura. E, oggi, proprio al termine della presidenza a guida Toma, ecco la nomina di Maurizio Tiberio a componente del consiglio di amministrazione della Finmolise che sembra essere sempre più un atto da fine impero.