EX FIAT, TIMORI PER L’OCCUPAZIONE

Torna a riaprirsi a Termoli la questione dello stabilimento ex Fiat. Le aspettative della Gigafactory di Termoli dovranno concretizzarsi nel breve volgere di qualche mese e marzo sarà uno step decisivo, proposto dal calendario. Non solo scade il primo trimestre entro cui l’Unione europea dovrà ratificare il progetto avanzato da Stellantis, passaggio reso noto al tavolo di martedì scorso al Mimit, ma anche rappresentare un contatto diretto con Acc, la società partecipata in quote paritetiche dalla stessa compagine automotive guidata dal ceo Carlos Tavares, Mercedes-Benz e Total.

I sindacati sono al lavoro, per concretizzare un primo approccio entro proprio marzo, vertice propedeutico a mettere nero su bianco il programma per la realizzazione dell’impianto.

Ma intorno, la discussione si amplia, poiché resta l’incognita sul processo industriale di transizione ecologica ed energetica, l’auspicata svolta green su cui l’Europa ha scommesso forte, puntando dal 2035 allo stop dei veicoli a propulsione endotermica. L’impegno forte è quello di mettere in sicurezza livelli occupazionale e sistema industriale italiano, a cominciare proprio da Termoli. Perchè il rischio forte e reale è proprio quello legato al mantenimento dei posti di lavoro che appaiono a rischio e che metterebbero in difficoltà i territori nei quali insistono le aziende ex Fiat come lo stabilimento di Termoli