CENTRALE BIOMETANO A RICCIA, NUOVO ESPOSTO IN PROCURA

Un nuovo esposto alla procura della Repubblica di Campobasso, quello presentato dal comitato Riccia borgo pulito alla luce dei lavori che agrimetano sud ha ripreso per la realizzazione della Centrale a biomasse. Un impianto capace di raccogliere 68mila tonnellate di biomasse provenienti, per la maggior parte da fuori regione. Dalla documentazione progettuale, poi, emergerebbe che l’attività prevalente dell’impianto non è la produzione di energia elettrica. Il biometano, una volta compresso, verrebbe in larga parte convogliato tramite una condotta interrata verso un punto di ricevimento della rete Snam.
Se il prodotto finale non è energia elettrica ma gas venduto “tal quale”, viene meno – secondo l’esposto del comitato – il presupposto giuridico che consente l’edificazione in area agricola. Di conseguenza, l’intero impianto risulterebbe incompatibile con la destinazione urbanistica del sito.
Ma c’è di più. la norma impone precise verifiche: tutela del paesaggio rurale, salvaguardia della biodiversità, valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, protezione del patrimonio culturale. Verifiche che, stando alle informazioni raccolte, nel parere urbanistico semplicemente non esistono. A fronte di presunte violazioni normative, procedure incomplete, prescrizioni ambientali difficilmente applicabili e di un impatto potenzialmente rilevante su ambiente, salute ed economia locale, il comitato Riccia borgo pulito è tornato, con l’esposto, ancora una volta a chiedere risposte alla magistratura. La domanda, semplice quanto scomoda, resta sospesa nell’aria: a chi giova davvero la centrale a biometano di Riccia?