SCALPORE A ISERNIA PER L’ARRESTO EX PREFETTO

A Isernia ha suscitato scalpore il caso dell’ex prefetto di Isernia, Filippo Piritore, arrestato e posto ai domiciliari dalla procura di Palermo che avrebbe contribuito a sviare le indagini funzionali in merito all’omicidio di Piersanti Mattarella. Piritore è indagato per il depistaggio delle indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella. Sentito dai pm sul guanto trovato il giorno del delitto a bordo della Fiat 127 utilizzata dai killer, mai repertato né sequestrato, secondo i magistrati ” ha reso dichiarazioni rivelatesi del tutto prive di riscontro, con cui ha contribuito a sviare le indagini funzionali (anche) al rinvenimento del guanto (mai ritrovato)”. Per i pm “le indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione Mattarella furono gravemente inquinate e compromesse da appartenenti alle istituzioni che, all’evidente fine di impedire l’identificazione degli autori del delitto, sottrassero dal compendio probatorio un importantissimo reperto, facendone disperdere definitivamente le tracce”. E proprio sull’azione dell’ex prefetto di Isernia, è stato Emilio Izzo a ricordare come lo stesso lo tacciò di allarmismo dopo le denunce sulle infiltrazioni camorristiche provenienti dalla vicina Campania. “In buona sostanza, – scrive Emilio Izzo – mentre noi a nostro rischio facevano notare manovre malavitose, lui e chi con lui allora, dicevano che eravamo pericolosi per i nostri procurati allarmi! Peccato che non molto tempo dopo, le dichiarazioni del pentito di camorra Schiavone, – chiude Izzo – misero a nudo la violenta realtà e il modo nient’affatto velato di alcuni di gettare nebbia e fango su possibili e mai effettuate indagini”.