SANITA’, ULTERIORE DEFICIT. GESTIONE COMMISSARIALE NEGATIVA

Sui conti della sanità molisana tornano ad appuntarsi i disastri provocati in sedici anni dalle strutture commissariali che si sono susseguite. I numeri – infatti – dimostrano il progressivo fallimento. Sotto la lente sono finiti gli ultimi bilanci quelli afferenti le attività della gestione commissariale degli attuali nominati, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo.

Per il 2023 sono stati registrati 40 milioni di disavanzo

Nel 2024 il rosso è stato di 46 milioni e nel previsionale 2025 un rosso di 50 milioni.

Altro che risanamento: ogni anno il debito aumenta. Perchè è proprio la struttura commissariale ad autorizzare le spese, a imporre tagli e riconversioni. Non è possibile che la risoluzione del deficit passi di volta in volta per la chiusura di un’emodinamica e di un punto nascita tra Termoli e Isernia oltre che per la chiusura già scontata dell’ospedale di Agnone.

La chiusura dell’ospedale di Agnone farebbe risparmiare 4 milioni e 200mila euro, un’emodinamica circa 2,5 milioni e un punto nascita circa un milione e più, conti alla mano portano un risparmio di circa 8 milioni di euro l’anno. E dove e come recuperare gli altri 42 di deficit?

Senza considerare che in questa maniera andrebbero ad allungarsi le liste di quanti costretti a cercare una cura fuori regione che già oggi pesano per 54 milioni l’anno DI MOBILITà PASSIVA. Gli effetti devastanti di 16 anni di commissariamento parlano di tagli lineari, paralisi amministrativa, migrazioni sanitarie, fuga di medici e operatori. Così, il diritto alla salute dei molisani è stato trasformato in un esercizio contabile tanto che i 16 anni di commissariamento non sono stati la soluzione ma il problema.