SANITA’, REGIONE E SINDACI CONTRO IL PIANO OPERATIVO

Dopo avere incassato il via libera dal senato del decreto fiscale nel quale è contenuto l’emendamento che consente alla Regione molise di sbloccare i 90 milioni di euro per coprire il disavanzo sanitario, espressamente seguito ed ottenuto dal presidente della giunta regionale, Francesco Roberti, si sono conclusi ieri i tempi per la presentazione delle osservazioni al piano operativo dei commissari. Nel mirino c’è innanzitutto l’applicazione rigida degli standard del DM 70/2015, il cosidetto Balduzzi, adottati senza i necessari adattamenti alle peculiarità territoriali. Un’impostazione che rischia di compromettere l’equità nell’accesso ai servizi sanitari e di aggravare ulteriormente il fenomeno della mobilità passiva verso le regioni confinanti.

Forte la contrarietà espressa alla riconversione del Presidio ospedaliero di area disagiata “San Francesco Caracciolo” di Agnone. Una scelta definita ingiustificata e pericolosa, non solo dal punto di vista sanitario ma anche sotto il profilo socioeconomico. Come no alla chiusura del punto nascita all’ospedale “Veneziale” di Isernia, presidio spoke ritenuto strategico per un’area vasta e complessa. E così per la chiusura dell’emodinamica all’ospedale di Termoli nonostante la sua importanza per la gestione delle sindromi coronariche acute. In territori dove i tempi di percorrenza verso altri ospedali spesso superano i limiti clinici di sicurezza, questa situazione viene considerata inaccettabile.

Per queste ragioni, i Sindaci chiedono una profonda revisione del Piano operativo sanitario così come adottato dai commissari ad acta, sollecitando una programmazione sanitaria più aderente alle specificità del Molise e coerente con i principi costituzionali di tutela della salute, eguaglianza sostanziale e garanzia dei servizi essenziali, soprattutto nelle aree più fragili della regione.