SANITA’, ESPOSTO SUL DISAVANZO

Ma è proprio sicuro che la sanità in Molise presenti quel disavanzo che viene portato per lasciare la regione commissariata? E’ quanto interroga l’ex assessore Gianfranco Vitagliano in un esposto presentato formalmente al Collegio dei Revisori dei Conti della Regione Molise, nel quale mette in vista una ricostruzione circostanziata dei presunti errori contabili alla base dell’intero impianto di rientro dal deficit sanitario. Al centro dell’esposto, il sollecito ai Revisori a svolgere “una doverosa e urgente attività di verifica” su ciò che definisce “plurimi profili di irregolarità” nella gestione dei disavanzi sanitari, in particolare tra il 2001 e il 2020. Tra i rilievi principali mossi da Gianfranco Vitagliano, c’è il presunto utilizzo duplicato dei fondi FAS per la copertura del disavanzo sanitario in due momenti diversi: prima con la delibera CIPE del 2009, che assegnava alla Regione Molise 240 milioni di euro per il ripiano del disavanzo 2001-2006, e poi nel 2011 e nel 2014, quando – secondo Vitagliano – la stessa somma, o parte di essa, sarebbe stata nuovamente inserita tra le misure di copertura. Un altro punto sollevato riguarda i contributi sospesi post sisma 2002: secondo l’ex assessore, tali importi – relativi a tributi e contributi previdenziali non versati – sarebbero stati conteggiati più volte ai fini della formazione del disavanzo, falsando di fatto l’entità effettiva dello stesso. Da qui, la denuncia dell’inerzia della Regione ha contribuito al mantenimento di un piano di rientro ingiustificato, con costi altissimi in termini di servizi ai cittadini e il mantenimento del commissariamento. Alla luce di queste osservazioni, Vitagliano sollecita il Collegio dei Revisori ad attivarsi con un’azione ispettiva, a trasmettere gli esiti agli organi competenti (inclusi Corte dei Conti e Ministero dell’Economia) e – qualora riscontrasse profili di danno erariale – a promuovere iniziative di segnalazione e responsabilità. Ma gli interrogativi sollevati se dovessero essere confermati sarebbero dirompenti