SANITA’, DISAVANZO NON ACCERTATO. E’ POLEMICA

Il servizio sulla questione sanità con le dichiarazioni del presidente della giunta regionale, Francesco Roberti, rese in aula consiliare ha alimentato ulteriori polemiche anche perchè ha affermazioni sono risultate DEFLAGRANTI rispetto alle gestioni passate e al dato degli spostamenti di soldi dal settore per coprire buchi di bilancio e, poi, come partite di giro fare rientro nei singoli capitoli. Ma lo stesso presidente Roberti ha, anche, sottolineato come il disavanzo il DISAVANZO SANITARIO non sarebbe QUELLO STIMATO, quello sulla base del quale il Tavolo tecnico e i commissari hanno preso decisioni devastanti per l’offerta sanitaria in regione: chiusura di ospedali, di reparti, blocco delle assunzioni di medici, infermieri e operatori. E per effetto delle quali, i molisani pagano le tasse più alte d’Italia. Proprio perchè, alla luce delle partite di giro e di fatture che non si troverebbero più, nonché dei 100 milioni di premialità che la regione dovrebbe avere, il disavanzo sarebbe praticamente chiuso con i fondi ultimi del governo. Allora perchè continuare a tenere in piedi, a distanza di 16 anni, una struttura commissariale? Perchè, visto che è ad acta e i commissari nominati per attuare il piano di rientro, fanno politica e si occupano di gestione della sanità sostituendosi all’ASREM? La struttura commissariale, oggi, ricordiamo costa ai molisani qualcosa come 400mila euro l’anno. I commissari, Marco Bonamico e Ulisse di Giacomo stante la causale del compenso reso pubblico costano: 17.371,83 euro al mese per il Commissario ad acta Bonamico e 12.699,00 euro al mese per il Subcommissario di Giacomo per un totale di 30 mila euro al mese. Pagati con risorse pubbliche molisane per programmare e controllare, non per sostituirsi ad ogni livello decisionale e politico. E con un disavanzo del quale non si ha piena e certa contezza così come dichiarato dal presidente Roberti