RETE ICTUS, NUOVE CRITICITA’ SOLLEVATE DAL DIRETTORE SANITARIO ASREM, CARABELLESE
La monetina lanciata in aria per capire se sarà possibile o meno fare partire dal 1 ottobre la Rete ictus in Molise secondo i dettami della struttura commissariale. E’ stato il commissario ad acta Marco Bonamico a scrivere al direttore dell’Asrem, Giovanni Di Santo imponendogli la partenza del servizio dal prossimo 1 ottobre. Solo che anche dinanzi a questo spostamento di data per la partenza delle rete ictus, due le lettere inviate dal direttore sanitario dell’asrem, Bruno carabellese. Nella prima lettera, Carabellese chiama in causa le singole strutture ospedaliere pubbliche per avere un quadro certo della situazione in atto. Nella seconda elenca le azioni “necessarie ed improcrastinabili” che dovrebbero essere realizzate . Al Veneziale di Isernia manca un locale per la trombolisi accanto al pronto soccorso, la TAC non è adeguata, non consente esami avanzati con mezzo di contrasto né lo studio della perfusione cerebrale. Al San Timoteo di Termoli non c’è uno spazio idoneo per la trombolisi e anche qua manca un’area Stroke dedicata. Al Cardarelli di Campobasso, hub regionale per l’ictus ischemico, la TAC perfusionale non è ancora operativa. Carabellese – ancora – sottolinea anche l’urgenza di istituire la Neuroradiologia e assumere almeno un radiologo interventista. Senza questi passaggi, la rete non può garantire la tempestività e la sicurezza richieste dagli standard nazionali.
C’è poi la questione Neuromed, altro fronte delicato: la struttura di Pozzilli è individuata dal DCA 100 come Stroke Unit di II livello per ictus emorragici e trombectomie. Per Carabellese, nessuno ha chiarito se il Neuromed può essere considerato hub di II livello: non ha un Pronto Soccorso attivo, e quindi non è chiaro come i pazienti possano accedervi in emergenza. Inoltre non dispone di accreditamenti per altre discipline necessarie nei casi complessi , con il rischio che alcuni pazienti ischemici vengano respinti o trasferiti di nuovo altrove dopo essere arrivati a Pozzilli. Sul piano economico, restano da definire le prestazioni non convenzionate e chi se ne farà carico. In conclusione, per il direttore sanitario Carabellese, sia sul piano clinico, tecnologico e organizzativo nulla è pronto per garantire sicurezza ai pazienti
