RETE ICTUS, DUBBI E POLEMICHE

Sta generando non poche polemiche e preoccupazioni il decreto dei commissari ad acta recante il numero 100 di quest’anno con il quale è stata definita la Rete Ictus in Molise. In pratica le patologie tempodipendenti vengono delegate in regime di monopolio all’Istituto Neuromed di Pozzilli neppure dotata di Pronto Soccorso e dunque strutturalmente e contrattualmente impossibilitata a garantire trattamenti in emergenza-urgenza. La struttura commissariale – infatti – ha adottato il Decreto 100/2025 che crea una confusione imbarazzante nel trattamento dei pazienti colpiti da ictus ischemico, delegando alla struttura sanitaria di Pozzilli oltre alla neurochirurgia anche la cd. trombectomia meccanica che invece doveva essere preservata all’Ospedale Cardarelli di Campobasso, Dea di I livello dotato di Pronto Soccorso e geograficamente baricentrico.

A fronte di un quadro organizzativo di “anarchia” nella disciplina delle malattie tempodipendenti è dal 2018 che il Protocollo tra Asrem e Neuromed è scaduto e non viene rinnovato.

Ancora, il Decreto dei commissari non è finanziariamente sostenibile perché prevede che queste prestazioni siano remunerate oltre il budget annuale già assegnato a Neuromed di oltre 40 milioni di euro e senza alcuna previsione di spesa. E a proposito di spesa già il Tavolo tecnico romano ha scritto come la produzione fatturata dal Neuromed supera già il 72 percento del tetto di spesa. Una situazione – dunque – al limite. Ma la disciplina delle malattie tempodipendenti prevede che se un cittadino inciampa, cade e batte la testa sul marciapiedi davanti alla Neuromed, deve chiamare l’ambulanza che lo trasporterà al Pronto Soccorso del Cardarelli di Campobasso dove gli faranno la Tac e in caso di emorragia dietrofront, dovrà essere rimesso sull’ambulanza e riportato a Pozzilli, dove, se ci sarà disponibilità di posti letto, potrà essere ricoverato e se del caso operato.

Se anziché di un intervento neurochirurgico avesse invece bisogno di essere stabilizzato nell’immediato con una trombectomia meccanica, dal Cardarelli finirebbe molto probabilmente a Pescara in elicottero. Se poi è un paziente con politrauma, deve solo affidarsi alla Divina Provvidenza, perché in regione non c’è nessuna struttura sanitaria in grado di trattare contestualmente emergenze neurochirurgiche e complicazioni di altra natura

Insomma, un quadro che sarebbe grottesco se non fosse, invece, allarmante oltre misura.