PREOCCUPAZIONI PER IL FUTURO STELLANTIS A TERMOLI

A dodici mesi dalla sospensione del progetto Gigafactory, le segreterie nazionali metalmeccaniche hanno chiesto al ministro adolfo Urso un incontro urgente con Stellantis e ACC. Intanto la fabbrica si svuota: chiuso il reparto Fire, attivi solo contratti di solidarietà e cassa integrazione. La produzione è ferma, le prospettive assenti. Sul territorio cresce il malcontento, mentre i lavoratori denunciano: “Ci stanno spegnendo, senza alcuna risposta”, questo il timore dei sindacati. A distanza di quasi un anno dalla sospensione del progetto Gigafactory e dopo la cessazione definitiva della produzione dei motori Fire, le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici tornano a chiedere un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione delle società Stellantis e ACC. Un tavolo istituzionale per fare finalmente chiarezza sul piano industriale che riguarda lo stabilimento di Termoli e circa duemila lavoratori ancora dipendenti di Stellantis. I sindacati denunciano l’assenza di un programma ufficiale da parte delle due aziende, in un contesto segnato da una riduzione drastica delle attività e delle ore lavorate, che sta alimentando tensione e incertezza nel tessuto produttivo molisano. L’unico spiraglio resta la produzione, prevista per il 2026, di un nuovo cambio ibrido destinato a impiegare circa 300 operatori. Troppo poco per compensare la perdita occupazionale. Senza una svolta decisa, il rischio è che Termoli resti ferma, in attesa, oltre il 2030.