PIANO OSPEDALI, FALLIMENTO DEI COMMISSARI
Come un fungo è spuntata la nuova proposta di riorganizzazione ospedaliera del Molise così come adottata dai commissari ad acta della sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo. Un piano che sta alimentando proteste e strettamente tenuto in segreto e nemmeno con un confronto con i vertici asrem. Un piano che sancisce, in pratica, la fine del sistema pubblico favorendo il privato. Chiuso l’ospedale di agnone, a metà resterebbe quello di Isernia, 13 posti letto in più al Neuromed con fondi maggiori alle strutture private. E riduzione delle guardie mediche in assenza di medicina territoriale. In sintesi questo il bilancio. Per il Cardarelli di Campobasso, con 328 posti letto, la previsione di trasferire le attività nella struttura ex Cattolica, in integrazione con il Responsible Research Hospital. Il San Timoteo di Termoli resta ospedale spoke con 152 posti letto . Il nodo resta il punto nascita con una deroga di 18 mesi. Anche l’emodinamica resta in attività, ma solo in via provvisoria, e sempre collegata al Cardarelli.
Il Veneziale di Isernia, con 163 posti letto. L’emodinamica resta operativa in collegamento funzionale con Campobasso, ma anch’essa in deroga e soggetta a verifica entro 18 mesi. Il piano prevede inoltre il trasferimento dei 53 posti letto di lungodegenza da Venafro, accorpati al Veneziale per razionalizzare la rete.
Il Caracciolo di Agnone perde definitivamente lo status di ospedale di area disagiata e diventa ospedale di comunità con 20 posti letto a bassa intensità, Gli ex ospedali di Larino e Venafro vedono confermata la riconversione già avviata: Larino come polo unico della riabilitazione ospedaliera, Venafro come centro di lungodegenza con 53 posti letto collegati al Veneziale.
Il piano conferma e rafforza il ruolo delle strutture private accreditate. Il Neuromed di Pozzilli entra formalmente nelle reti tempo-dipendenti come Stroke Unit di II livello per l’ictus emorragico e come riferimento per il trauma cranico e vertebro-midollare e 13 posti letto in più. Il Responsible Research Hospital resta titolare di cardiochirurgia e oncologia, Villa Esther viene riconosciuta come centro ortopedico
e Villa Maria potrà continuare a erogare medicina generale e chirurgia generale, ma solo in deroga di due anni, in attesa di riconversione.
Infine, le guardie mediche scendono da 43 a 13 postazioni.
Un Piano che sarà presentato al tavolo tecnico ma che vede la distruzione della sanità pubblica e senza alcuna discussione preventiva.
