NUCLEI INDUSTRIALI, TRA DEBITI E COMMISSARI

Mentre imperversa una crisi industriale pesante, per tanti motivi, i tre nuclei industriali del Molise arrancano tra debiti e commissariamenti e con la proposta di legge di riforma ferma da anni nel cassetto. Timori, soprattutto, per il consorzio di Termoli da sempre traino dell’economia regionale. Il bilancio, però, presenta un pesante disavanzo di oltre un milione e mezzo di euro nel 2024 in attesa del consolidato del 2025. Un nodo pesante riguarda il personale. Nel tempo l’ufficio tecnico – un tempo il cuore pulsante dell’ente – è stato depotenziato, mentre sono cresciute le assunzioni di figure amministrative tra l’altro legate troppo spesso a figure politiche. Il risultato è un organico ridondante e costoso, che assorbe gran parte dei costi annuali. Il bilancio parla chiaro: circa 2 milioni e mezzo di euro di spesa per il personale, su un totale di poco superiore ai 6 milioni. Più del 40% del budget annuale. Una quota sproporzionata rispetto alle entrate e agli standard di altri enti consortili. Nel frattempo, i tecnici specializzati si contano sulle dita di una mano. Una delle eredità più pesanti lasciate dalle gestioni passate come quella dell’attuale consigliere regionale Roberto di pardo, che continua a frenare ogni ipotesi di rilancio. E problemi al Nucleo industriale di Campobasso Boiano anche questo alle prese con un pesante disavanzo e commissariato fino al prossimo mese di giugno nel tentativo di trovare i necessari correttivi. A fronte di questo quadro, però, perchè continua a restare ferma la proposta di riforma dei Nuclei industriali? E’ un interrogativo al quale il consiglio regionale è chiamato a dare una risposta prima dell’implosione del sistema o di indagini approfondite.