FANELLI: SANITA’, LE STORTURE DI TOMA

È dal mese di maggio che il dottor Flocco, responsabile del reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli, segnala i problemi legati alla carenza di medici anestesisti”. A scriverlo è il consigliere regionale Micaela Fanelli.

“Tutto fermo, finché non scoppia il caso del blocco dell’attività ordinaria dal prossimo 5 ottobre e l’Asrem corre ai ripari con una pezza a partita iva, in attesa di concorsi veri, che continua a indire con il contagocce. Improvvisazione pura che potrebbe comportare un’interruzione di pubblico servizio, imputabile all’Azienda e non certamente ai medici.

Parallelamente, il tavolo dell’Adduce boccia i commissari e l’intera gestione sanitaria. Toma non chiede la delega per realizzare il potenziamento del centro Covid regionale, che di questo passo sarà, forse, realizzato quando finirà la seconda ondata, e in mezzo decine di inefficienze colpevoli e gravissime.

Ne cito qualcuna. Le misure della SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) sono ferme perché dall’Asrem sostengono che la procedura del cup (l’assegnazione di un codice di progetto) non può essere effettuata e così non partono le misure di infermieri, OO.SS. di comunità, farmacie e servizi territoriali vari già finanziati. La Regione, come ha dichiarato Toma in Consiglio dietro mio sollecito, ha inoltrato sei (6!) solleciti e, alla fine, ha trovato come unica soluzione quella di stralciare gli interventi. Le commissioni per gli invalidi civili (2 su 3) ferme. Stessa storia per gli anestesisti, la carenza era stata segnalata per tempo e nessuno ha fatto nulla.

E sui territori, cittadini e comitati stanno facendo sentire la propria voce, come a Isernia martedì scorso, dove la tecnica del carciofo sta spogliando progressivamente il Veneziale di specialistiche e attività fondamentali. Come è possibile questa totale incapacità? Davvero, come qualcuno sostiene, è tutta colpa della conflittualità che ha generato il Commissariamento? Non credo.

Un Presidente in tutto e per tutto presente nell’Asrem, dai vertici – da lui nominati – a scendere, sta provando a inserirsi in un mondo che non conosce e di cui comunque continua a non occuparsi seriamente, cambiando orientamenti e offrendo risposte improvvisate e contro le volontà politiche. Si, quelle votate anche dalla sua maggioranza in Consiglio. Il giudizio finale su tutto questo sarà implacabile e a nulla varrà trincerarsi dietro presunte inefficienze di altri o pretestuose storture istituzionali.

Dalla seconda ondata ci salveranno solo le nostre misure di responsabilità, le condizioni di contesto, l’abnegazione di tutti gli operatori sanitari. Non certo questo governo regionale che ha come unica caratteristica quella di cercare capri espiatori. Toma, come nel noto libro, basta indicare monsignor Malaussène («Pianga, Malaussène, pianga in modo convincente. Sia un buon capro», cit.) e mettiti a gestire h24 questa situazione, prima che sia troppo tardi!