COLLETORTO, RIENTRATO IL CASO DEI CANI RANDGAI

Sembrano essere rientrate a Colletorto le polemiche dopo l’avviso fatto affiggere dal sindaco del Comune in merito alla questione dei cani randagi. Per il sindaco Cosimo Damiano Mele, l’intento dell’avviso non era certamente quello di non dare cibo ai cani randagi. Un avviso – ha detto nel suo intervento di ieri – che non aveva nulla di questo tenore. Tanto da chiedere scusa per l’errore che si è avuto. Anche se ha ricordato come il problema del randagismo c’è. Il Comune paga il canile di Ripalimosani per i randagi accalappiati e ogni cane costa circa 10 euro al giorno. Per cercare di porre mano alla questione, a Colletorto anche i volontari delle associazioni animaliste che si sono offerti di aiutare il comune in questo momento per cercare una soluzione al fine di ridurre il numero di cani vaganti senza lasciare nessuno senza cibo. Il caso che si è aperto frutto di un errore di impostazione dell’avviso sindacale ha aperto, di fatto, il problema del randagismo e il difficile equilibrio tra la tutela degli animali e la sicurezza delle comunità. La legge quadro nazionale del 1991, che disciplina la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, stabilisce che i cani vaganti sul territorio sono di competenza del sindaco. Tocca al Comune catturarli, ricoverarli in strutture sanitarie e promuoverne la sterilizzazione. La legge regionale del Molise ribadisce questi obblighi, affidando – poi – ad Asrem e amministrazioni locali la gestione del fenomeno.