ASREM, DISAVANZO DI 43 MILIONI DI EURO. IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO, MATARANTE, SOTTO ACCUSA

Sono oltre 43 milioni di euro il disavanzo accertato per il 2025 dall’Asrem. Un dato che torna a preoccupare e chiama in causa l’attuale direttore amministrativo, Maria grazia Matarante, che, pure, avrebbe dovuto lavorare sul bilancio dell’azienda sanitaria per cercare di porre un freno ad un disavanzo che continua a fare lievitare quello generale del sistema sanitario regionale. Nei suoi tre anni di gestione amministrativa, si è partiti dal 2023 con un disavanzo di 45 615 milioni di euro per salire ai 53 milioni del 2024 e ai 43 milioni di euro del 2025. Un disavanzo che pesa sul sistema sanitario regionale e che ha finito con il portare i commissari straordinari, Bonamico e Di Giacomo, a tagliare alcuni servizi e prestazioni con una cesoia priva di una programmazione.

Non a caso, così che dinanzi al quadro degli ospedali aperti sul territorio si siano registrati tagli con specifico riguardo al Caracciolo di Agnone che i commissari hanno pensato bene di ridurre ad ospedale di comunità . Provvedimento al momento sospeso dai giudici del Tar Molise su ricorso presnetato dal comune di Agnone fino al prossimo 15 luglio.

Ma il passaggio più forte che ha riguardato la gestione amministrativa in capo al direttore Mariagrazia Matarante, è quella legata alla gestione della case di cura. Declassificata Villa Maria di Campobasso, nessuna previsione di taglio alla casa di cura Villa Esther di boiano che resta con i suoi 66 posti letti ordinari, né alla Gea medica con i suoi 40 posti. Mentre ad essere smembrata in termini sanitari Villa Maria che di posti letto ne ha solo 34 e intorno alla quale si sono stretti tantissimi cittadini per significare un’errore madornale posto in essere sì dalla struttura commissariale ma, soprattutto, dal disavanzo ancora prodotto dall’azienda sanitaria al quale avrebbe dovuto porre mano proprio il direttore amministrativo Mariagrazia Matarante che è in scadenza il prossimo mese di settembre e che avrebbe, addirittura, cercato di varcare la soglia della direzione sanitaria. Ma con i numeri di bilancio alla mano è apparso un passaggio impossibile